FORUM DELLE IDEE
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26 dicembre 2011
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SUPPLICI A PORTOPALO
dalla tragedia di Eschilo alle parole dei migranti
Alessandro Visca
 
Torino, 10, 11 e 12 maggio 2010
Parigi, Festival de l’Imaginaire, 9 e 10 aprile 2010 (brano video)

Portopalo di Capopassero e Siracusa, 19 e 20 settembre 2009
Rai 3 Suite- servizio radiofonico del 18 settembre 2009

Sulla costa siciliana, divenuta frontiera delle rotte della migrazione del Mediterraneo, un racconto teatrale basato sul dramma Supplici di Eschilo, che mette in scena la difficile decisione della Città di fronte alla richiesta di asilo di chi fugge dalla guerra, dalla fame, dalla carestia. La logica del respingimento di chi si presenta a chiedere asilo alle porte della città, è in oggettivo contrasto con il codice etico della gente di mare, ma anche con la sensibilità condivisa di una comunità civile. Ma non basta la carità, non basta la pietà: solo la dimensione politica – insegna già Eschilo 2500 anni fa – può affrontare e risolvere positivamente, nel segno del bene comune, il difficile incontro tra migranti e cittadini.

Eschilo compone le Supplici intorno al 460 a.C.: la tragedia inizia con lo sbarco di un gruppo di migranti in fuga dal loro paese, l’Egitto, giunti a chiedere asilo in Grecia al re della Città, e si conclude con la decisione dell’intera Città di accogliere gli esuli come astóxenoi "stranieri e insieme nuovi cittadini", in nome dei diritti sacri dell’ospitalità.

Portopalo è una città di frontiera sulla punta estrema della Sicilia, un piccolo paese che vive quotidianamente la realtà degli sbarchi e il problema dell’accoglienza, in cui una piccola comunità di pescatori e di contadini è costretta a misurarsi con una legislazione ambigua, a fare i conti con norme restrittive che non fanno parte del codice tradizionale delle genti di mare.

Portopalo è lo scenario su cui le parole antiche di Eschilo e i racconti dei migranti del nostro tempo acquistano una nuova vitalità.

Può una tragedia di Eschilo, un’opera di 2500 anni fa, raccontare il nostro presente? I testi antichi – tratti da Supplici e da altre tragedie di Eschilo –  si intrecciano e si confondono, con i racconti dei migranti che approdano in Sicilia dalla costa africana, dopo peripezie inenarrabili: il progetto ha coinvolto  direttamente la comunità di Portopalo, in prima linea sul fronte dell’accoglienza a chi arriva inerme e privo di tutto a chiedere aiuto e asilo – dai lontani episodi di accoglienza, ospitale e generosa, dei primi stranieri negli anni ’80, alla tragica esperienza del naufragio del Natale 1996, fino agli sbarchi di agosto/settembre 2009.

L'esecuzione è affidata all'abilità tecnica di Vincenzo Pirrotta, attore siciliano erede della tradizione dei cuntisti-cantastorie. Il racconto teatrale si fa orazione civile e occasione di riflessione collettiva su uno dei temi più importanti del dibattito politico attuale. Il teatro recupera la funzione originaria per cui fu inventato nell’Atene del V secolo a.C., agli albori  della democrazia e della politica.

 

"Da questi volti stranieri che ci facevano paura
grande vantaggio si profila per gli abitanti di questa città.
Gioite cittadini per il destino di ricchezza che ci attende se sapremo far tesoro della forza benefica che i migranti portano alla nostra città.

Gioisci popolo di Atene!
la loro presenza per tutto il futuro
sulla nostra terra porterà prosperità per tutti.

È vero quanto abbiamo raccontato;
ricorderemo e storie vere narreremo agli abitanti di questa terra
che vere parranno per quanto incredibili;
e qualcuno riconoscerà la sua storia nel corso di questo racconto".


Il progetto, realizzato con il patrocinio della Presidenza della Camera dei Deputati, è stato avviato grazie al sostegno della Regione Siciliana e del Comune di Portopalo di Capopassero, dalla collaborazione tra il Centro studi Classica dell’Università IUAV di Venezia, la Facoltà di Lettere e Filosofia e il Corso di Laurea in Scienze dei Beni Culturali dell’Università degli Studi di Catania, e Gabriele Vacis, regista teatrale e coautore, fra l’altro, de il Racconto del Vajont, premio UBU 1995per il teatro civile e Oscar TV 1998.

_supplici a portopalo_ideazione e drammaturgia di monica centanni e gabriele vacis_regia di gabriele vacis_
_con vincenzo pirrotta_produzione changeperformingarts