FORUM DELLE IDEE
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26 dicembre 2011
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«Abbiamo lasciato la terra e ci siamo imbarcati sulla nave! Abbiamo tagliato i ponti alle nostre spalle – e non è tutto:
abbiamo tagliato la terra dietro di noi. Ebbene, navicella! Guardati innanzi! Ai tuoi fianchi c’è l’oceano:
è vero, non sempre muggisce, talvolta la sua distesa è come seta e oro e trasognamento della bontà.
Ma verranno momenti in cui saprai che è infinito e che non c’è niente di più spaventevole dell’infinito.
Oh, quel misero uccello che si è sentito libero e urta ora nella pareti di questa gabbia!
Guai se ti coglie la nostalgia della terra, come se là ci fosse stata più libertà – e non esiste più ‘terra’ alcuna!»
Friedrich Nietzsche, La gaia scienza, 124

Gianfranco Fini
Dell'inizio
testo integrale della dichiarazione del 30 luglio 2010

Ieri sera in due ore, senza poter esprimere le mie ragioni, sono stato di fatto espulso dal partito che ho contribuito a fondare perché ritenuto colpevole di, e leggo il documento che é stato approvato ieri sera, "stillicido di distinguo o contarietà nei confronti del governo, critica demolitoria alle decisioni del partito, attacco sistematico al ruolo e alla figura del premier", inoltre avrei "costantemente formulato orientamenti" perfino, pensate che misfatto, "proposte di legge che confliggono con il programma elettorale".

La concezione non propriamente liberale della democrazia che l'onorevole Berlusconi dimostra di avere, emerge anche dall'invito a dimettermi perché, sempre parole del documento, "allo stato è venuta meno la fiducia del Pdl nei confronti del ruolo di garanzia di presidente della Camera indicato dalla maggioranza che ha vinto le elezioni".

Ovviamente non darò le dimissioni perché è a tutti noto che il presidente deve garantire il rispetto del regolamento e la imparziale conduzione della attività della Camera, non deve certo garantire la maggioranza che lo ha eletto. Sostenerlo dimostra una logica aziendale, modello "amministratore delegato-consiglio di amministrazione", che di certo non ha nulla a che vedere con le nostre istituzioni democratiche.

Ringrazio i tantissimi cittadini che in queste ore, comunque difficili, mi hanno manifestato la loro solidarietà e mi hanno invitato a continuare nella difesa di valori irrinunciabili quali l'amor di patria, la coesione nazionale, la giustizia sociale, la legalità. Legalità intesa nel senso più pieno del termine, cioè lotta al crimine, come meritoriamente sta facendo il governo, ma anche legalità intesa come etica pubblica, senso dello Stato, rispetto delle regole. È un impegno che avverto come preciso dovere, anche per onorare il patto con quei milioni di elettori del Pdl, onesti, grati alla magistratura e alle forze dell'ordine che non capiscono perché nel nostro partito il garantismo, principio sacrosanto, significhi troppo spesso pretesa di impunità.

Infine ringrazio, dal più profondo del cuore, i parlamentari del Pdl che nelle prossime ore daranno vita ad iniziative per esprimere la loro protesta per quanto deciso ieri dal vertice del partito. Sono donne e uomini liberi che sosterranno lealmente il governo ogni qualvolta agirà davvero nel solco del programma elettorale. E che non esiteranno a contrastare scelte dell'esecutivo ritenute ingiuste o lesive dell'interesse generale.

Ieri è stata scritta una brutta pagina per il centrodestra e più in generale per la politica italiana. Ciò tuttavia non ci impedirà di preservare i valori autenticamente liberali e riformisti del Pdl e di continuare a costruire un futuro di libertà per la nostra Italia.